San Marino startup: ultimamente la Repubblica Sanmarinese ha creato nuove opportunità per incentivare le nuove idee di impresa.

Tra le agevolazioni si trovano: una minore tassazione degli utili alla maggiore elasticità nelle pratiche di domicilio e residenza.

Il luogo migliore per presentare le domande per l’avvvio di una nuova startup è “Nuove idee e Nuove Imprese“, partner dell’Agenzia per lo Sviluppo Economico – Camera di Commercio.

Daniele Guidi San Marino startup
San Marino Startup

Ultimamente si continua a parlare di lavoro e impresa e nello specifico su come incentivare le imprese e le nuove startup a scegliere la San Marino come luogo ideale. Non solo: si pensa a creare un sistema di tutela e supporto a sostegno dell’economia, con l’obittiettivo di operare azione concrete per aiutare gli imprenditori. Tutto ciò a partire da un sistema bancario che sostenga in maniera attiva ed efficace chi vuole fare impresa ma anche chi vuole investirvi e dalla creazione delle condizioni favorevoli che lascinole imprese libere di operare e soprattutto innovare.

San Marino: startup ad alta tecnologia

San Marino ultime notizie: la riforma del sistema economico sammarinese ha introdotto una disciplina ad hoc per le imprese start up ad alta tecnologia. San Marino, infatti, con il Decreto Delegato n. 116 del 24 luglio 2014, modificato dal Decreto Delegato 23 marzo 2017, n. 34, ha disciplinato la materia di start-up ad alta tecnologia.

Tra i requisiti che un’impresa deve possedere, per essere qualificata come “impresa start up ad alta tecnologia” c’è quello di uncontratto di incubazione in essere con l’Incubatore d’impresa dell’ente gestore del Parco Scientifico e Tecnologico, che a San Marino è Techno Science Park San Marino S.p.A.

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Nuove idee e nuove imprese: la startup Corax vince l’edizione 2019

La startup bolognese Corax ha vinto il primo posto sul podio nell’edizione 2019 di Nuove Idee e Nuove Imprese. La sua idea? Un dispositivo rivoluzionario, “LifeBox” per intervenire sulle ustioni e curarle, in particolare sui bambini dei paesi più poveri.

L’idea – racconta Caterina Giuliani, ingegnere biomedico di Corax  – è nata da una mia esperienza in Tanzania, nel 2015, quando ho visitato ospedali con bambini ustionati e ho conosciuto medici molto pessimisti per la sopravvivenza di questi pazienti. L’ho poi sviluppata durante la mia tesi”. “L’obiettivo della  Lifebox – prosegue – è concentrare le caratteristiche di una sala operatoria in un dispositivo medico trasportabile prevenendo le infezioni che sono la principale causa di morte. Per ora abbiamo messo a punto un prototipo e grazie a questo premio produrremo il prodotto campione per fare la validazione in clinica. L’obiettivo è metterlo sul mercato nel 2021, a partire da Uganda e Tanzania”.

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