San Marino Bakery è un buon progetto di solidarietà intercontinentale e si basa sul concetto di sostenibilità sociale.

Sostenibilità sociale

San Marino Bakery è il forno costruito dieci anni or sono a Lusaka (Zambia) dall’Associazione di volontariato Carità senza Confini per dare cibo ai poveri. Il forno è alimentato a un impianto solare.

Un buon esempio che insegna tra le altre cose che la sostenibilità sociale è parte integrante e alla base del nucleo delle sviluppo sostenibile, di cui fanno parte anche sostenibilità ambientale e economica. Compito infatti di un equlibrio tra i tre è essere in grado di assicurare «il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri».

Obiettivo che ora sembra essere sempre più condiviso da molti: crescono così le iniziative che mirano a creare consapevolezza verso scelte più sostenibili e soprattutto per spingere l’uomo a scegliere soluzioni green anche per la vita di tutti i giorni.

Daniele Guidi San Marino – Ridurre l’impatto ambientale

Ma la sola sostenibilità ambientale non basta e non è nemmeno sufficiente concentrarsi su quella economica: la sostenibilità sociale è alla base delle altre due e costituisce il nucleo dello sviluppo sostenibile. La sostenibilità sociale ha soprattutto la funzione di garantire le condizioni di benessere per l’uomo “equamente distribuito per classe e genere”.

San Marino Bakery: sostenibilità sociale, solidarietà ed energia rinnovabile

La sostenibilità sociale quindi si fonde – in questo bel progetto – alla sostenbilità ambientale. Il forno è entrato in funzione nel 2015, producendo non solo pane ma anche prodotti come torte e pizze di alta qualità, il risultato di ingredienti di qualità e soprattutto sani. Così si sono potuti aiutare le persone che soffrono la fame, come le persone che vivono nel carcere di Lusaka o i bambini degli orfanotrofi, o ancora i centri che aiutano le persone con handicap.

Per sostenere e soddisfare il fabbisogno enrgetico è stato costruito un impianto solare fotovoltaico, che consentisse anche di bypassare i cali di alta tensione della fornitura di energia elettrica, che in Africa sono frequenti. Così si è potuto intervenire anche sullo spreco alimentare, “perché se si interrompe la lievitazione del pane bisogna buttarlo”.

Per sopperire a questa carenza all’inizio abbiamo adottato un generatore a gasolio, soluzione che alla lunga si è rivelata troppo onerosa e inquinante. L’installazione di un impianto solare fotovoltaico ci è sembrata la soluzione più adeguata. Dopo una serie di preventivi, abbiamo scelto l’azienda (olandese) e la taglia (4 megawatt, MW). A quel punto mancavano i finanziamenti…

Loredana Mazza, vicepresidente dell’associazione Carità senza Confini San Marino

Leggi la storia su LifeGate – Pane, rinnovabili e solidarietà. La storia di un’associazione di San Marino a Lusaka