Il Digital Services Act Europa riguarda una riforma normativa dello spazio digitale che riguarda la tutela dei consumatori, nuove regole per le piattaforme online e vincoli per le Big Tech che dominano il web. La riforma che viene proposta poggia su due principali pilastri: il Digital services act e il Digital markets act, con lo scopo si di proteggere i cittadini digitali – e i loro diritti – ma anche di rendere il mercato digitale più equo, con il rafforzamento del mercato unico dei servizi digitali.

Perchè questa riforma ha una portata rivoluzionaria? Prima di tutto perchè, dopo tanti anni che se ne parla, è la riforma rappresenta l’intenzione di regolare lo spazio digitale e l’impatto che ne consegue sui diritti fondamentali online. Sebbene vi sia un ampio consenso sui benefici di questa trasformazione, non sono poche le preoccupazioni legate all’utilizzo dello spazio digitale e all’impatto sui diritti fondamentali online con un significativo impatto sulle piattaforme online e quindi uno sviluppo sostenbile.

Una regolamentazione che ora sembra sia necessaria. E’ infatti di pochi giorni fa ad esempio la notizia che anche San Marino si è attivato per la salvaguardia della riservatezza di chi naviga online. Soprattutto per quanto riguarda i minori.

L’autorità per la protezione dei dati di San Marino ora chiederà conto ai social media su quali siano i meccanismi per verificare che i loro utenti abbiano davvero superato i 13 anni.

Daniele Guidi, San Marino: protezione dei dati e tutela dei più giovani.

Digital Act Europa: i punti principali

L’intenzione unanime in Europa è quella di un più forte controllo pubblico sulle piattaforme online, ma anche e soprattutto in vista della protezione delle persone e dei loro dati. La proposta, infatti, vorrebbe migliorare in modo significativo i meccanismi per la rimozione dei contenuti illegali – identificando i venditori di merci illegali – ma anche difendere la libertà di parola. Anche in questo ultimo caso si evidenzia il diritto a capire, conoscere e comprendere il perchè una piattaforma ha bloccato un account – o rimosso dei contenuti – e quindi il diritto di fare ricorso con più facilità.

Ma il Digital Services Act riguarda anche l’adozione di misure di trasparenza sull’utilizzo degli algoritmi utilizzati per le raccomandazioni e quindi la possibilità di opt-out alla profilazione. Inoltrela rischiesta di accesso per i ricercatori di sicurezza informatica ai dati chiave delle più grandi piattaforme, per capire l’evoluzione dei cyber rischi online.

Gli obiettivi principali rimangono quelli di proteggere i consumatori e favorire l’innovazione, istituendo un quadro normativo efficace e soprattutto trasparente.